IL CAMMINO DI DANTE SENESE
Tappa di San Quirico d'Orcia
«Quiv’era l’Aretin che da le braccia fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte.»
Purgatorio, canto VI, vv. 13 - 14
Radicofani: sulle tracce di Ghino di Tacco
Lasciandosi alle spalle il cuore armonioso della Val D’Orcia, il cammino prosegue verso sud attraversando paesaggi sempre più essenziali, aperti e profondi. La strada sale lentamente tra colline, cipressi e antichi tracciati, accompagnando il viandante verso Radicofani, terra di confine e di passaggio lungo la storica Via Francigena.
Qui il viaggio incontra una delle figure più affascinanti richiamate da Dante nella Divina Commedia: Ghino di Tacco, il celebre brigante gentiluomo legato alla rocca di Radicofani, protagonista di vicende che attraversano storia e leggenda.
Pur senza nominare direttamente Radicofani, il riferimento a Ghino di Tacco richiama inevitabilmente questo luogo, che ancora oggi conserva il fascino austero della sua fortezza e il carattere di una terra sospesa tra potere, ribellione e libertà.
La rocca e il senso del cammino
La Rocca è il simbolo assoluto del borgo. Visibile da chilometri di distanza, domina la Val d’Orcia dall’alto e rappresenta uno dei punti panoramici più suggestivi dell’intero cammino. Nel centro storico il pellegrino trova vicoli in pietra, piccole piazze, antiche chiese e un’atmosfera raccolta e autentica. Radicofani conserva ancora oggi l’identità di borgo fortificato, con un equilibrio raro tra storia, spiritualità e vita quotidiana.
Più che una semplice destinazione, Radicofani rappresenta un punto di trasformazione del cammino. Dopo chilometri di strada, il pellegrino arriva in un luogo che invita a rallentare, osservare e ritrovare un dialogo profondo con il paesaggio e con sé stesso.
